Juve, ultima allo Stadium: i calciatori che saluteranno a fine stagione

Le ultime notizie sul futuro della Juve: da Vlahovic a Spalletti, passando per il reparto offensivo. Analisi dettagliata delle possibili uscite e delle strategie di mercato

È una di quelle sere in cui l’aria allo Stadium sembra più densa. Ultima in casa, contro la Fiorentina, e la sensazione che alcuni volti stiano per voltare pagina. Le mani battono il tempo, gli occhi cercano indizi. È il calcio che, a giugno, mostra sempre il conto: emozioni prima, decisioni poi.

Jonathan David
Juve, ultima allo Stadium: i calciatori che saluteranno a fine stagione (AnsaFoto) – calciomercato24.it

L’Allianz aspetta la partita, ma il pensiero corre già oltre. La Juve annusa un’estate di scelte. Secondo ricostruzioni recenti, Spalletti avrebbe fatto capire che l’ossatura resterà. Ma i segnali dal campo e dal mercato dicono altro: alcune uscite sembrano inevitabili. E il cuore di questa storia sta davanti, nel reparto offensivo.

C’è un tema forte: il futuro di Vlahovic. Non risultano annunci ufficiali, e qui il condizionale è d’obbligo. Le voci parlano di uno scenario aperto, con la società che attende il quadro europeo prima di dare forma ai piani. Il presente, però, porta altri dossier già caldi.

Su Lois Openda, finito ai margini, circola l’ipotesi di un prestito per evitare minusvalenze dopo un investimento attorno ai 44 milioni. È un’indicazione di metodo: preservare valore, riaccendere il giocatore altrove. Per Arek Milik, frenato dai soliti intoppi fisici, la strada pare in discesa verso l’addio. E Jonathan David? Arrivato con aspettative alte, sembra aver faticato a reggere la pressione di un contesto più grande: qui l’uscita a titolo definitivo è più di un’idea, ma manca la nota ufficiale.

Gli addii più probabili

Sul fronte esterni, il destino di Filip Kostic appare scritto: contratto in scadenza e liberazione a parametro zero. Un epilogo lineare per un giocatore che ha dato ma non sempre ha inciso. Diverso il caso Juan Cabal: bocciatura tecnica e necessità di trovare continuità altrove. Scelte pratiche, che staccano qualche milione lordo di ingaggi e sbloccano slot in rosa.

C’è poi la zona grigia. Edon Zhegrova era arrivato con l’etichetta dell’estroso, ma la fatica nella fase difensiva lo ha reso un lusso complicato. Fabio Miretti, 22 anni, rischia di rimanere incastrato tra ruoli e gerarchie: talento pulito, minutaggio sporco. E c’è Vasilije Adžić, prospetto su cui il club crede: per lui si immagina un prestito che metta minuti nelle gambe e spalle più larghe.

La fotografia economica è chiara. Le cessioni minori non portano cassa, al massimo alleggeriscono il monte ingaggi. Per cambiare livello servono ricavi maggiori. Tradotto: qualificazione in Champions League. Senza quell’ossigeno, il rischio di una cessione pesante resta sul tavolo. È qui che torna la figura di un centravanti come bussola del progetto, mentre il nome di Kolo Muani continua a ronzare come opzione possibile in entrata, indipendentemente dagli incastri. Ma è una pista, non una certezza.