Un incastro di mosse e ripensamenti: dopo l’addio alla pista Openda, la Juventus ricalibra il mercato su forza e affidabilità. Nel mirino spuntano Jhon Lucumì per la retroguardia e Franck Kessié per il centrocampo, mentre nei corridoi del calcio emiliano rimbalza un confronto tra Carnevali e Fenucci. E da Istanbul si avverte un brusio: il Galatasaray osserva e può entrare in scena.
La mappa del mercato cambia in fretta. La Juventus ha archiviato la strada che portava a Openda. È una scelta che obbliga a un piano diverso, più verticale: blindare dietro, aggiungere gamba in mezzo. Il nome che convince per la linea arretrata è Jhon Lucumì, colonna del Bologna. Per la mediana, il profilo resta quello di Franck Kessié, oggi in Arabia ma ancora nel radar europeo.
Intanto, in Emilia si parla. L’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha incrociato il collega rossoblù Claudio Fenucci. Secondo quanto filtra nell’ambiente, si è discusso anche del “dopo Calafiori” e della posizione del difensore colombiano. Non esistono comunicazioni ufficiali sul contenuto del colloquio. È prudente quindi definire questi contatti come esplorativi.
La sensazione è chiara: il Bologna valuta i propri cardini con la bussola della Champions raggiunta nell’ultima stagione. La squadra di Thiago Motta ha chiuso con una delle migliori difese della Serie A 2023-24. Da qui parte la richiesta economica per chi bussa: non meno di una cifra a doppia decina per Lucumì, con possibili bonus. Sono stime di mercato, non numeri certificati.
Lucumì è pragmatico. Mancino naturale, pulito nell’uscita, forte nel corpo a corpo. Conosce i tempi del campionato, non ha bisogno di adattamento. Ha 25 anni, è nel pieno. Al Bologna è stato titolare e affidabile: minutaggio alto, poche sbavature, letture semplici. È il tipo di profilo che Cristiano Giuntoli cerca per alzare la soglia di attenzione difensiva. Il contesto aiuta: la Juve ha bisogno di un centrale che sappia coprire campo e consentire alla squadra di stare 10 metri più avanti.
C’è però un’incognita: il Galatasaray. I turchi sono attivi, liquidi e veloci ad alzare le offerte. Se decidono di entrare, possono mettere subito sul tavolo un pacchetto completo: cartellino e ingaggio competitivo. Anche qui, niente ufficialità finora. Ma i sondaggi dalla Super Lig ci sono e hanno un peso.
Il fascino di Kessié resta intatto. Strappo, volume di corsa, gol pesanti. Dopo l’esperienza al Barcellona, il centrocampista ivoriano ha firmato in Arabia con un accordo lungo. L’ingaggio netto è elevato (dati esatti non pubblici, ma ampiamente sopra la media Serie A). È il primo ostacolo. L’idea più realistica passa da un prestito con contributo sull’ingaggio e opzione d’acquisto, formula ormai standard. I tempi non sono banali: servono incastri fiscali e la disponibilità del club saudita a trattare. Al momento non ci sono step formali noti, solo contatti preliminari.
Dentro questa cornice, la Juve muove con prudenza. Priorità al difensore, poi il centrocampista. Budget modulare, cessioni collegate. Il caso Openda ha insegnato che i treni vanno presi all’ora giusta; altrimenti conviene cambiare binario senza voltarsi.
Resta una domanda per chi guarda da fuori: preferite la certezza di un centrale come Lucumì o il brivido di riportare in Italia un leader come Kessié? Nel mezzo, un telefono che vibra e un cielo di luglio che promette temporali. Nel calciomercato, a volte, l’aria cambia proprio un attimo prima della pioggia.
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