Una maglia che pesa, una firma che vale. La Juventus stringe il cerchio attorno a Kenan Yildiz, ragazzo col numero 10 sulle spalle e il piglio di chi vuole prendersi la scena.
La scelta della maglia numero 10 non è stata un vezzo. È stata una dichiarazione d’intenti. La Juve vuole un leader tecnico giovane, riconoscibile, capace di accendere la partita con una giocata e di reggere la responsabilità nei momenti complicati. Kenan Yildiz ha mostrato personalità, letture pulite e un repertorio che migliora a vista d’occhio. Questa è la base su cui si è mossa la società.
Hanno bussato in tanti. Le “big” europee hanno preso informazioni sul gioiello turco, e qui la Juventus ha accelerato. Il rinnovo non è ancora ufficiale, ma la sensazione – condivisa da più parti – è che siamo ai dettagli finali. E che si vada verso un accordo che definisce gerarchie e ambizioni nel medio periodo.
C’è strategia tecnica e c’è visione economica. Blindare Yildiz oggi significa proteggere un asset calcistico e finanziario, dare continuità a un’identità di squadra e inviare un messaggio al campionato: la ricostruzione ha un volto. L’orizzonte contrattuale resta lungo, con scadenza stimata nel 2029, mentre sulle cifre circolano dati coerenti ma non ufficiali.
Il punto centrale, atteso da tifosi e addetti ai lavori, è questo: si parla di un nuovo ingaggio che salirebbe da circa 1,7 milioni netti a una quota nell’ordine dei 6 milioni a stagione, più bonus sostanziosi. In parallelo, sarebbe previsto un bonus alla firma poco sopra i 6 milioni. Sempre secondo ricostruzioni concordanti, la struttura variabile di Yildiz sarebbe più ricca rispetto a quella di altri profili ritenuti di riferimento in attacco, come Jonathan David, a parità di fisso. Mancano conferme ufficiali del club: le cifre vanno considerate come stime di mercato, seppur attendibili.
C’è anche un risvolto interno. Con l’uscita di Dusan Vlahovic data per probabile a fine stagione – scenario non annunciato dal club – Yildiz diventerebbe il calciatore più pagato della rosa. È un passaggio simbolico, ma racconta che il baricentro tecnico si sta spostando verso chi garantisce qualità presente e plusvalore futuro.
Il mercato invernale ha lasciato una scia di storie non concluse. La Juventus ha cercato un altro centravanti dopo aver preso Boga come vice Yildiz e ha sondato più piste: nomi di primo piano, tentativi veri, incastri mancati.
Il retroscena più acceso riguarda Mauro Icardi. Avrebbe fatto sapere di essere pronto: “Se mi prendete, segno dieci gol in sei mesi”. Una promessa da bomber, un invito a crederci. L’operazione non è andata in porto. Dalla Turchia si parla di una richiesta di circa 15 milioni per liberarlo, nonostante la prospettiva di uno svincolo a breve termine: valutazioni economiche e timori di incroci europei avrebbero irrigidito il fronte.
Anche qui, però, va chiarito: sono ricostruzioni, non comunicazioni ufficiali. La sostanza resta che il calciomercato vive di tempi stretti e tasselli che devono combaciare. Stavolta non è successo.
Yildiz, intanto, cammina verso la firma con la calma di chi ha un ruolo nuovo da indossare ogni domenica. È il momento in cui un ragazzo diventa riferimento. E allora la domanda è semplice: quanto può crescere un numero 10 quando sente che il club gli mette il futuro in mano? Forse lo scopriremo presto, nel silenzio di uno stadio che aspetta la prima giocata giusta per alzarsi in piedi.
L'Inter, la Juventus e l'Atalanta si preparano per le sfide cruciali della Champions League a…
Il Milan e il portiere Mike Maignan si avvicinano al rinnovo del contratto, con un…
Occasione per la big che può prendere Mauricio Pochettino: l'argentino può chiudere la sua esperienza…
Numeri che corrono più veloci dei palloni, classifiche che si muovono insieme alle azioni. È…
Antonio Conte in maniera del tutto inattesa può salutare per davvero il Napoli e restare…
Cambiaso è pronto a dire addio definitivamente alla Juventus. A gennaio è stato ad un…