Sampdoria, Ranieri: “Rinnovo? Non conta, la squadra ha autostima”

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Claudio Ranieri, tecnico della Sampdoria, ha parlato nel corso di un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport:

Ultime Sampdoria: intervista a Claudio Ranieri

Un anno in panchina alla Sampdoria?

«Quando sono arrivato qui, la squadra non aveva la stessa autostima che ha adesso. Il lavoro è stato più lungo, ma grazie al contributo di tutti è arrivata la salvezza e ora i calciatori sono sollevati. Quest’anno, con più frecce nel mio arco, ho la possibilità nel corso della gara di poter cambiare sistema di gioco e cerco di dare una mano a tutti. E questo mi fa piacere».

Carriera di Quagliarella?

«Non sarò io, ma lui stesso a dire quando vorrà smetterlo semplicemente con il suo comportamento. Non si risparmia mai, vederlo in allenamento fa veramente piacere».

Ranieri
Claudio Ranieri (www.gettyimages.it)

Ultime Sampdoria: Ranieri sulla squadra

Mancanza di gioco? 

«Sul nostro pragmatismo, vorrei che lo fossimo ancora di più, visto che subiamo ancora reti, vorrei maggiore solidità. Quanto sento dire che la Samp non gioca bene, un po’ ci resto male. Anche gli altri non sempre fanno belle partite. E poi ascolto le critiche sul 4-4-2. Ho visto il Porto, l’Atletico Madrid, il Tottenham: tutte con il 4-4-2, perfette, ma a 69 anni so andare oltre»..

Esclusioni?

«Per fortuna devo dire che negli ultimi cinque-sei anni i giocatori accettino quasi come quelli di basket di andare in panchina, a patto di far parte di un gruppo importante. Loro vogliono raggiungere l’obiettivo. Io sostengo che sia meglio giocare cinque o dieci gare in meno in una squadra importante che sta facendo bene, piuttosto che farle tutte ma perderle».

Sampdoria Ranieri
Sampdoria, intervista Ranieri (www.gettyimages.it)

Claudio Ranieri (www.gettyimages.it)

Ultime Sampdoria: Ranieri rinnova?

Rinnovo?

«Non ci sono tempi precisi. Adesso mi sembra onestamente prematuro. Se io fossi il presidente di una squadra di calcio con il contratto che scade, dico la verità, non farie nulla prima della scadenza dei 40-43 punti (la quota-salvezza, n.d.r.). Arriviamoci e poi vediamo se l’allenatore mi va bene, oppure no. Parlando da tecnico, invece, non ho mai pensato al ritnnovo, non mi importa. Vado avanti per la mia strada. A me piace allenare, venire ogni giorno qui al campo e sapere che i calciatori devono fare allenamento».