Caos tamponi lazio: deferiti il club, Lotito e i medici – UFFICIALE

Claudio Lotito lazio
Claudio Lotito Lazio (Getty Images)

Il caos tamponi in casa Lazio iniziato qualche mese fa ha trovato il punto finale. Claudio Lotito, i medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia, e la società sono stati deferiti ufficialmente dalla Procura Federale.

UFFICIALE – Caos tamponi Lazio: la Procura Federale chiude le indagini

Termina con un deferimento a tutta la società SS Lazio, il caos tamponi sviluppatosi qualche mese fa. I calciatori biancocelesti risultavano positivi al Covid-19 con i controlli della UEFA e, successivamente, negativi con i tamponi privati della società.

La Lazio, con il presidente Claudio Lotito, si erano sempre lamentati della poca chiarezza della UEFA, portando la Procura Federale ad aprire un fascicolo per mettere chiarezza sull’accaduto. Il fascicolo è stato chiuso e il risultato rende infelice il club: deferita la Lazio, Claudio Lotito e i medici sociali.

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Lazio caso tamponi Lotito
Lazio, caos tamponi: deferito Claudio Lotito (www.gettyimages.it)

Caos tamponi Lazio, le motivazioni della Procura Federale sui deferimenti

La Procura Federale ha deferito la Lazio, il suo presidente Claudio Lotito e i medici sociali Ivo Pulcini e Fabio Rodia per la questione tamponi. Il presidente e i medici sono accusati di “non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti”. In particolare:

a) non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 27 ottobre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 26 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Brugge-Laziodel 28 ottobre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati positivi, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;

b) non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 3 novembre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 2 novembre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Zenit-Laziodel 4 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19; 

c) non aver tempestivamente comunicato alle ASL locali competenti la positività al COVID-19 di n.3 tesserati riscontrata, in data 30 ottobre 2020, in vista dell’incontro di campionato Torino – Laziodel 1 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;

d) aver consentito o, comunque, non aver impedito a 3 (tre) calciatori di svolgere, con il restante “Gruppo Squadra”, l’intero allenamento della mattinata del 3 novembre 2020sino al termine dello stesso, nonostante la loro positività ai tamponi cd. “UEFA”, effettuati, in data 2 novembre 2020 fosse nota al dott. Rodia (MLO – MedicalLaisonOfficer della S.S. Lazio spa);

e) non avere sottoposto all’obbligatorio periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 26 ottobre 2020, come previsto dalla Circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, un proprio calciatore il quale è stato utilizzato nell’incontro Torino-Laziodel 1° novembre 2020;

f) non avere sottoposto al periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 2 novembre 2020, come previsto dalla Circolare Ministeriale del 12 ottobre 2020 un proprio calciatore, e, conseguentemente, per averlo inserito nella distinta gara dell’incontro Lazio-Juventusdell’8 novembre 2020“.

Lazio, caos tamponi: ecco cosa succedeva in quei giorni

Claudio Lotito Lazio
Lazio, Claudio Lotito (Getty Images)

Lazio, deferito il club per il caos tamponi: le motivazioni

Il comunicato della Procura Federale, poi, ha reso note anche le motivazioni del deferimento al club e ai singoli dipendenti (oltre che al presidente Lotito). Il club, invece, è accusato “per rispondere a titolo di responsabilità diretta della violazione dell’art. 6, comma 1, del C.G.S. vigente, per il comportamento posto in essere dal sig. Lotito Claudio, Presidente del Consiglio di Gestione e Legale Rappresentante della S.S. Lazio S.p.A.,

b) per rispondere a titolo di responsabilità oggettiva della violazione dell’art. 6, comma 2, del C.G.S. vigente, per il comportamento posto in essere dai sigg.ri Pulcini Ivo, Responsabile Sanitario della S.S. Lazio S.p.A., e. Rodia Fabio, Medico Sociale della S.S. Lazio S.p.A., come sopra descritto,

c) per rispondere a titolo di responsabilità propria, ai sensi del C.U. n. 78/A FIGC dell’1 settembre 2020, che pone gli obblighi in ordine all’osservanza dei Protocolli Sanitari, finalizzati al contenimento dell’emergenza epidemiologia da COVID-19 emanati dalla FIGC e validati dalle Autorità sanitarie e governative competenti, a carico anche delle Società in modo diretto”.