Serie A, cosa ci lascia il girone d’andata – (FOCUS CM24)

Serie A Milan
Serie A (Getty Images)

Il girone d’andata di Serie A si è concluso. Al giro di boa ci sono tante sorprese, sia in positivo che in negativo. Non tutti sono felici, c’è chi ha raccolto di più e chi vuole affermarsi definitivamente.

Serie A, cosa ci lascia il girone d’andata? Il pagellone delle “7 sorelle”

Il Milan comanda la classifica di Serie A al termine del girone d’andata. Nonostante la sconfitta interna contro l’Atalanta, i rossoneri si sono diplomati campioni d’inverno e sperano di laurearsi Campioni d’Italia. Le “7 sorelle” stanno lottando, mai come quest’anno, a poca distanza l’una dalle altre. Ecco il pagellone di calciomercato24.it.

MILAN (VOTO 8) Testa della classifica, 4 mesi perfetti. Solo 2 sconfitte e 4 pareggi: poi 13 vittorie e 43 punti in classifica. La testa del campionato di Serie A torna ad essere rossonera. Tante gare senza Zlatan Ibrahimovic e gli altri big: il Covid-19 e gli infortuni a complicare i piani dei rossoneri che hanno resistito e sono lì davanti, ad aspettare le prossime 19 partite.

INTER (VOTO 7) – Erano partiti da favoriti, poi vari scivoloni hanno portato Antonio Conte al secondo posto in classifica. L’eliminazione dalle coppe europee è stata una batosta incredibile. Poi le 8 vittorie consecutive in Serie A hanno messo una pezza che, però, non è bastata a prendersi la vetta. Il ritorno deve essere perfetto se l’obiettivo è superare i cugini.

ROMA (VOTO 7,5) – Nessuno avrebbe dato la squadra di Fonseca a -6 dalla vetta al termine del girone d’andata. Squadra da lotta per la Champions League, sicuramente. E’ andata oltre le aspettative, nonostante alcuni grossi scivoloni, come nel derby perso senza battere ciglio. Poi l’ammutinamento a rovinare le ultime settimane. I giallorossi resteranno in vetta?

JUVENTUS (VOTO 7) – Ok abituarsi al cambio allenatore, ma sono troppe le partite sbagliate dai bianconeri nel girone d’andata. La vittoria in Supercoppa Italiana ha dato nuova verve e ora si vincono anche partite “sporche”, come non si è fatto all’inizio. Con una partita da recuperare, la classifica recita -7 dal Milan (-4 potenziale). I bianconeri sono ancora i favoriti per lo Scudetto?

ATALANTA (VOTO 7,5) – La Dea non è sempre stata Dea ma negli ultimi due mesi è tornata a brillare. Ha dovuto affrontare il pesante scontro interno che ha portato all’addio di Gomez. E ha reagito alla grande, nonostante qualche sconfitta dolorosissima. Obiettivo Champions League alla portata, soprattutto se il girone d’andata si conclude con uno 0-3 a San Siro contro il Milan.

NAPOLI (VOTO 7) – Gli azzurri di Gennaro Gattuso hanno fatto il bello e il cattivo tempo. 34 punti in 18 giornate (manca il recupero contro la Juventus) non sono pochi, se si pensa alle assenze pesantissime per due mesi di Victor Osimhen e Dries Mertens. Però il periodo appena concluso non è felice: due sconfitte consecutive hanno fatto male allo spogliatoio che dovrà rialzarsi subito se vuole arrivare in Champions League.

LAZIO (VOTO 7) – L’inizio horror è la pecca della rosa di Inzaghi. Ci avevano abituato molto meglio, poi il Covid, la Champions League e le gare ravvicinate hanno frenato la Lazio. La vittoria nel derby, però, ha dato grande entusiasmo e ora è di nuovo la Champions League l’obiettivo finale.

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Inter (www.gettyimages.it)

Serie A, il pagellone del centro-classifica

VERONA (VOTO 8) – Ivan Juric sta compiendo il miracolo. Ad inizio anno la rosa era stata privata degli uomini migliori e non erano stati rimpiazzati. Poi il lavoro e la convinzione hanno messo tutto in ordine. I gialloblù ora volano e hanno in Mattia Zaccagni la sorpresa assoluta del campionato: l’Europa League non può essere un sogno.

SASSUOLO (VOTO 7) – All’inizio si è pensato potesse ripetere la favola Leicester. La vittoria di Napoli aveva illuso e fatto pensare allo Scudetto. Poi il normale ridimensionamento. Oggi, il Sassuolo di De Zerbi, è all’ottavo posto, a 30 punti e sicuro di poter dire la propria in chiave Europa League. Nel girone di ritorno si deve trovare continuità per sorridere.

SAMPDORIA (VOTO 7,5) – Sir Claudio Ranieri sa il fatto suo. La Sampdoria è tornata a girare alla grande e non deve pensare più a lottare per non retrocedere. Oggi è una squadra quadrata e decisa: la salvezza è l’obiettivo minimo che arriverà con larghissimo anticipo questa volta. Promossa a pienissimi voti.

BENEVENTO (VOTO 7,5) – Alla faccia della neopromossa! Il gioco espresso dalle Streghe di Pippo Inzaghi è sorprendente. Al Vigorito è difficilissimo passare e portarsi a casa i 3 punti. Hanno sofferto quasi tutte le big, e in trasferta ha vinto gare decisive. I 22 punti in classifica dopo 19 giornate sono sinonimo di grande organizzazione e serietà del gruppo, nonostante delle defezioni di rosa.

FIORENTINA (VOTO 4) – Pessimo, il girone d’andata dei Viola. Con Iachini e un gruppo di tutto rispetto si era pensato potesse tornare tra le grandi d’Italia, quantomeno a lottare per l’ingresso in Europa. E invece solo nelle ultime settimane, con Prandelli, si vede un po’ di luce. Il cambio di rotta deve continuare, la salvezza è comunque un risultato incompiuto.

BOLOGNA (VOTO 6) – Né calda né fredda la prima parte di stagione del Bologna di Sinisa Mihajlovic. Avrebbe potuto fare molto di più, però le assenze di un bomber e di un’identità ben precisa hanno portato solo 20 punti, a pochi passi dalla lotta per non retrocedere.

Lazio Verona
Serie A, Verona (Getty Images)

Serie A, il pagellone delle ultime

UDINESE (VOTO 6) – I friulani hanno un’ottima identità di gioco ma non trovano punti. Fare gol, per la rosa di Luca Gotti, è una vera e propria missione. La personalità più forte è sempre e solo quella di Rodrigo De Paul. Basterà per salvarsi?

SPEZIA (VOTO 7) – Un’altra neopromossa che gioca benissimo a calcio. E che batte le grandi, se può. La vittoria del Maradona contro il Napoli, quella in Coppa Italia contro la Roma e il pari interno contro l’Atalanta hanno regalato consapevolezza. La salvezza non è certa ma sarebbe meritata.

TORINO (VOTO 3) – I granata chi sono? Erano stati affidati a Marco Giampaolo per tornare a lottare per le prime 10 posizioni. Cairo avrebbe voluto un campionato degno del nome del Torino ma né gli acquisti né il gioco sono stati giusti. Ora si vede uno spiraglio e non è tardi. Il futuro è ancora buio.

CAGLIARI (VOTO 3) – Di Francesco ci ha provato, all’inizio sembrava andare tutto bene. Poi il crollo: prima in campo e poi nella testa. Il Cagliari non ha certezze, nonostante la presenza di personalità importanti. Non ci sarà il cambio di guida tecnica e, ad oggi, la retrocessione non è un incubo ma quasi realtà.

PARMA (VOTO 4) – Senza Dejan Kulusevski si sapeva sarebbe stato più difficile. Poi se gli attaccanti non segnano mai (Cornelius e Inglese fermi a quota 0 gol in Serie A), le cose si fanno difficili. Fabio Liverani non ha messo l’olio e la giostra si è inceppata. Ora Krause ha richiamato D’Aversa, esperto in salvezze, ma chissà se ce la farà.

CROTONE (VOTO 5) – Gli Squali giocano bene, hanno in Messias il proprio messia. Ma non basta. La difesa è perforabile come il burro, il centrocampo è poco consistente. In più i possibili nuovi calciatori non vogliono andare a lottare per la salvezza nel profondo sud (parole del ds Ursino). La Serie B è più vicina della Serie A.

A cura di Salvatore Amoroso

Crotone-Lazio rinvio
Crotone (Getty Images)