Paolo Rossi, la moglie: “Ecco perchè è morto e cosa mi ha detto”

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Paolo Rossi contro l'Argentina nei mondiali del 1982 (www.gettyimages.it)

E’ il giorno del dolore per Paolo Rossi. L’ex attaccante della Nazionale italiana è morto ieri a 64 anni lascando  un vuoto incredibile. Il Pallone d’Oro è stato vittima di un brutto male ai polmoni.

Paolo Rossi, l’intervista alla moglie dopo la morte

Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi che lo ha accompagnato fino alla fine, ha parlato nel corso di un’intervista concessa alla GDS. In tanti si sono chiesti come mai Paolo Rossi sia scomparso così prematuramente. Il calvario di Paolo Rossi era cominciato a febbraio di quest’anno, di ritorno da una vacanza di famiglia alle Maldive. Paolo Rossi e la moglie, Federica Cappelletti, erano andati a festeggiare i dieci anni di matrimonio nelle isole dell’Oceano Indiano.  Paolo lamentava dei dolori alla schiena.

«Rientrati in Italia, si è rotto un femore. Abbiamo fatto altri accertamenti, è stato evidenziato un nodulo a un polmone. Poi sono arrivati altri problemi, anche un’operazione. Un versamento di liquido, sempre ai polmoni. Fin quando il suo fisico non ha retto».

Gianluca Vialli, Dario Mirri e Paolo Rossi (www.gettyimages.it)

La moglie racconta le ultime ore di Paolo Rossi

Era consapevole di come stava?

«Sì, me lo ha detto in uno degli ultimi giorni: “Federica, io sto morendo”. Ed in quel momento ho pensato…“Se me lo dice lui, è finita”. Nella malattia però era stato positivo e ottimista come sempre. Aveva avuto la voglia di farcela. Il nostro Mondiale: così chiamavamo le terapie. Ho passato la sua ultima giornata con lui, nella stanza alle Scotte. Gli ho tenuto la mano, gli ho parlato. Ho la speranza che abbia sentito. Quando ancora poteva conversare, mi ha detto: “Portati dentro il mio grande amore”. E io ho sussurrato la stessa cosa a lui. Lui è stato una persona unica».

Ha detto alle bambine che papà non c’è più?

«Stamattina (ieri, ndr) le ho chiamate, poi le ho detto di guardare la tv per capire quanto era stato grande il padre: “Oggi il dolore è grande, ma voglio che vi rimanga il ricordo della grandezza di vostro padre. Sentite quanto ne parlano bene”. Ho visto che ascoltavano tutto».

Paolo Rossi (www.gettyimages.it)

Paolo Rossi ricordato in Brasile e Argentina

Il ricordo anche in Brasile?

«I brasiliani lo avevano soprannominato o Carrasco do Brasil, il Boia del Brasile, ma non in modo cattivo. Oddio, negli anni immediatamente successivi qualche problema c’era stato. Nel 1989 era andato a San Paolo ed un taxista non lo aveva voluto accompagnare. Paolo l’aveva presa bene, con il sorriso. Poi il sentimento si era trasformato, dall’odio sportivo iniziale c’era anche affetto. Come con Zico. Aveva fatto piangere il Brasile, ma gli voleva bene, e i brasiliani ricambiavano tanto amore».

Gli aveva detto della scomparsa di Maradona?

«Sì, con le cautele del caso, perché stava già male. È scoppiato a piangere. Anche Diego aveva mandato a Paolo un messaggio, gli aveva ricordato come tutti in campo dicevano “marca Paolo Rossi! marca Paolo Rossi!”, e come nessuno riuscisse però a marcarlo».

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Paolo Rossi e Gianluca Vialli (www.gettyimages.it)