Napoli, Gattuso: “Chi gioca come me…sta in panchina”

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Napoli, Gattuso (Getty Images)

Subito dopo la fine della partita vinta dalla sua squadra contro il Crotone, è intervenuto ai microfoni di ‘Sky Sport’ l’allenatore del Napoli, Gennaro Gattuso

Gennaro Gattuso (www.gettyimages.it)

Le parole di Gattuso dopo Crotone-Napoli

Queste le dichiarazioni dell’allenatore del Napoli, Gennaro Gattuso, raccolte dalla nostra redazione subito dopo la fine della partita: “Le partite sono tutte difficili. Oggi devo fare i complimenti ai miei ragazzi, abbiamo sofferto. Mi è piaciuta la mentalità della squadra, il Crotone ci ha messo in difficoltà. L’espulsione ha cambiato la partita e forse ci ha avvantaggiato. Concordo con Insigne: non è facile giocare ogni tre giorni

Classifica? Bisogna dare continuità. Abbiamo fatto cose importanti. Abbiamo 21 punti in campo. Giovedì ci giochiamo qualcosa di importante. Quattro giorni fa non ci siamo riusciti affrontando un avversario molto difficile.

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Non voglio giocatori che somigliano a me, ma più tecnici, una vera squadra. Si deve giocare con il coltello fra i denti, non di fioretto. Se vedo giocatori che mi somigliano non li faccio giocare. Voglio qualcuno che palleggia e che vada incontro al pallone. Se giocassi ora, probabilmente, farei tanta panchina. 

Io sono orgoglioso di quello che ho fatto in carriera, ma il calcio è cambiato. Si palleggia molto di più, superiorità numerica col palleggio. Siamo stati bravi a imparare dagli altri e stiamo facendo un calcio diverso negli ultimi anni.

Zielinski? Mai visto saltare gente come lo fa lui. Danza quando ha il pallone. Gli mancano questi 78 gol per diventare top player. Ha tutto. Si sta ritrovando dopo il Covid, ma è normale. E’ un giocatore forte che mi piace molto. Interpreta più ruoli. Ha ampi margini di miglioramento secondo me.

Ibrahimovic? Rompevo più io le scatole a lui che lui a me. Doveva stare zitto molte volte, credo bisogna essere bravi a saper parlare e ad alzare la voce. Lui su questo non guarda in faccia a nessuno. E’ un kamikaze. Con Abate e Antonini doveva stare più calmo. Secondo me con Ignazio doveva stare più calmo (ride). Ha un fisico che lo aiuta ed una tecnica immensa. Per il Milan è stato importante per mentalità e voglia. In allenamento se perde una partita spacca lo spogliatoio.

Spogliatoio? In questo momento con i telefonini in mano le cose sono cambiate. Noi tecnici dobbiamo essere bravi a capire in che mondo viviamo, come i figli. I tempi sono cambiati, devo mettermi l’anima in pace sia con i figli che come i calciatori. Ad esempio la musica negli spogliatoi a me non piace, però a loro dà la carica. Le abitudini sono cambiate”.

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